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âLa segreteria della Cgil esprime alla famiglia e alla compagna di Sergio Marchionne il suo cordoglio e quello di tutta la Confederazione per la scomparsa del loro congiuntoâ. Ă quanto si legge in una nota della segreteria nazionale della Cgil. âSergio Marchionne, cui è sempre andata la stima della Cgil, ha lâindubbio merito di aver salvato unâazienda morente. Uomo di grande intelligenza e capacitĂ manageriale, è stato in grado di non soffermarsi ai problemi di breve periodo, ma di guardare oltre, rivitalizzando e rilanciando unâimpresa in grande difficoltĂ , portando il suo core business nel cuore del mercato automobilistico piĂš importante, facendola diventare uno dei grandi player globali del settoreâ. âDuro negoziatore, bravo organizzatore, non ha però saputo nĂŠ voluto indirizzare lâazienda che guidava al dialogo e alla collaborazione con una parte importante dei lavoratori italiani. Una scelta, sanzionata dalla Corte Costituzionale, costata conflitto, arretramenti, incomprensioni, che si sono riverberati, oltre che nelle relazioni sindacali, nella societĂ e negli sviluppi industriali. Lâaver praticato la divisione sindacale e aver abbandonato la contrattazione nazionale, infatti, sono state opzioni non imposte dalla contingenza industriale, finanziaria o economicaâ. âOggi – si legge infine nella nota – mentre permangono molte incognite sul futuro delle produzioni e dei livelli occupazionali in Italia, FCA ha la necessitĂ di adottare un piano industriale e di affrontare i nodi ancora irrisolti che restano e si ripropongono non solo alla nuova dirigenza, ma alla stessa proprietĂ e ai decisori pubbliciâ.
dal “Mattinale Cgil” del 26 luglio 2018

