Autore: spitorino

COME FUNZIONA IL PNRR — E COSA PREVEDE PER LA SALUTE

Se negli ultimi anni hai sentito parlare di cantieri, nuove strutture sanitarie, scuole ristrutturate o bandi pubblici “finanziati dal PNRR”, probabilmente ti sei chiesto almeno una volta: ma questi soldi da dove arrivano, e come funziona davvero il meccanismo? Proviamo a spiegarlo in modo semplice. Cos’è il PNRR Il PNRR — Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza — è il piano con cui l’Italia utilizza i fondi europei stanziati dopo la pandemia da Covid-19, nell’ambito del programma Next Generation EU. In totale, tra prestiti e sussidi a fondo perduto, all’Italia sono stati destinati circa 191,5 miliardi di euro. Vanno investiti — e soprattutto rendicontati — entro il 2026. Il Piano è diviso in 6 grandi aree tematiche, chiamate “Missioni”: digitalizzazione transizione verde infrastrutture e mobilità istruzione inclusione sociale salute Ogni Missione ha obiettivi, scadenze e importi propri. Come arrivano davvero i soldi I fondi non arrivano tutti insieme, e non finiscono direttamente nelle tasche di chi realizza le opere. Il percorso è a cascata, in quattro passaggi: L’Unione Europea eroga i fondi all’Italia a tranche semestrali. Ogni tranche è legata al raggiungimento di specifici traguardi (in gergo: milestone e target) — per esempio “aver aperto almeno 600 Centrali Operative Territoriali entro una certa data”. Lo Stato assegna le risorse ai Ministeri competenti per ciascuna Missione. I Ministeri ripartiscono i fondi alle Regioni, con decreti di riparto e accordi chiamati...

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L’IMPEGNO E IL TERRITORIO: I PRIMI SEI MESI DEL 2026

Il primo semestre del 2026 è stato un periodo di lavoro intenso per le leghe di Torino, tra tavoli di contrattazione, iniziative sulla legalità e nuovi percorsi formativi. Difficile raccontare tutto, ma ci proviamo; Partiamo dalla contrattazione sociale, il terreno su cui si misura ogni giorno la capacità del sindacato di incidere sulla vita concreta delle persone. Nei primi sei mesi dell’anno le leghe territoriali hanno chiuso sette accordi — ad Almese, Alpignano, Avigliana, Grugliasco, Rosta, Sant’Ambrogio e Rivoli — a cui si aggiunge un protocollo di intenti sottoscritto a Buttigliera Alta. Attorno ai tavoli si sono discussi temi che toccano da vicino la quotidianità delle persone anziane, dalle tariffe e i tributi locali alle diverse forme di sostegno al reddito, fino all’impegno a migliorare il sistema dei trasporti, con particolare attenzione ai collegamenti verso le strutture sanitarie e verso i mercati, senza dimenticare l’emergenza abitativa e la nascita di un Tavolo Anziani. Dietro questi risultati c’è il lavoro di tanti/e nostri/e volontari/ie: dalla definizione degli obiettivi, alle iniziative a sostegno della contrattazione, fino alla gestione dei diversi tavoli di confronto, il contributo delle compagne e dei compagni delle leghe territoriali è stato determinante. Ed è un aspetto da valorizzare il fatto che tutto il percorso si sia svolto in stretto raccordo con il livello confederale, con accordi raggiunti e sottoscritti in modo unitario sia dalle Confederazioni che dalle...

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LA MOSTRA DELLA CERAMICA DI CASTELLAMONTE e il Coordinamento Donne SPI Lega 33

Cenni storici sulla ceramica di Castellamonte.   Nelle profondità delle colline che cingono Castellamonte riposano strati di argilla e terre refrattarie che hanno permesso la nascita e l’evoluzione della lavorazione locale della ceramica. I primi reperti ceramici risalgono al Neolitico, sono conservati nei musei e la lavorazione della “terra rossa” (colorazione dovuta alla presenza di ferro) durò nei secoli. Nel 1263 a Castellamonte vi era già la prima fornace per cuocere il vasellame con la tecnica della doppia cottura. Nel Seicento la lavorazione dell’argilla divenne un vero e proprio mestiere: si producevano le “pignate”, le stoviglie da fuoco. All’inizio dell’Ottocento a Castellamonte i ceramisti Reasso e Cassano produssero caminetti e stufe in ceramiche basandosi sulle stufe ideate da Beniamino Franklin (che però erano prodotte in metallo). A fine Ottocento si contavano a Castellamonte circa 20 fabbriche ceramiche in cui venivano fatti lavorare anche bambini. Negli anni sessanta del 1900 si sviluppò la produzione di gres e materiali refrattari, molto ricercati dalle fonderie. Nel 1961 venne inaugurata la prima Mostra della Ceramica e del Refrattario ed ebbe grande successo. Oggi siamo alla 65a edizione con opere che provengono da tutto il mondo partecipanti all’ottavo concorso “Ceramics in love”, del quale risulta vincitrice un’opera dal Giappone. Sono visitabili gratuitamente 7 punti espositivi di grande interesse, più altri privati. La ceramica si conferma linguaggio universale capace di unire culture, tradizioni e sensibilità...

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NON È UN PAESE PER VECCHI: LA SOLITUDINE DEGLI ANZIANI AI TEMPI DELLO SPID

C’è una statistica che dovrebbe farci fermare un attimo: in Italia quasi un anziano su tre vive senza nessuno accanto. Tra gli over 75 la quota sale al 37%, tra chi ha superato gli 85 anni sfiora il 50%. Sono numeri Istat, non impressioni: 4,6 milioni di ultra-65enni vivono soli, e oltre 845 mila non hanno letteralmente nessuno a cui rivolgersi in caso di bisogno. Il tasso di solitudine dei nostri anziani è il doppio della media europea, ma solitudine non solo fisica ma anche digitale. SPID, fascicolo sanitario elettronico, prenotazioni delle visite, perfino il cedolino della pensione: servizi pensati per farci risparmiare tempo, che per chi ha superato i 65 anni diventano spesso un ostacolo insormontabile. In Italia la popolazione anziana non arriva al 65% di alfabetizzazione digitale, e in molti casi questa “competenza” si riduce a saper rispondere a una chiamata. (fonte Istat dati su solitudine e popolazione anziana, ripresi da TPI.it, “Esclusione digitale in Italia: per gli anziani età e tecnologia sono un muro”) I numeri raccontano un divario che si allarga con l’età: naviga online circa il 68% degli utenti tra i 65 e i 74 anni, ma tra gli over 75 la quota crolla al 31%, ma il problema non è l’assenza di dispositivi, è la distanza tra quei dispositivi e le pratiche che davvero contano. Le cronache di quest’anno ne sono piene: l’86enne...

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La Sanità Territoriale in Piemonte tra le Promesse del PNRR e la Realtà dei Nostri Sopralluoghi

La riforma dell’assistenza territoriale delineata dal Decreto Ministeriale 23 maggio 2022, n. 77 è stata presentata come la svolta strategica per superare la centralità ospedaliera e costruire un sistema di cura diffuso attraverso le Case della Comunità. Come Spi Cgil Torino, per verificare quanto questa architettura teorica trovasse riscontro nella realtà quotidiana dei cittadini, nel mese di luglio 2026 abbiamo promosso ed effettuato una vasta campagna di sopralluoghi diretti sul campo. Il monitoraggio è stato coordinato dalla Segretaria dello Spi Cgil Torino Lucia Centillo, con il supporto dell’apparato tecnico curato da Irena Frascà. Attraverso le nostre leghe sindacali territoriali, abbiamo ispezionato e monitorato i vari presidi sociosanitari dislocati nell’area metropolitana di Torino e nei comuni della provincia, coprendo i bacini d’utenza delle Aziende Sanitarie Locali Asl Città di Torino, Asl TO3, Asl TO4 e Asl TO5. L’esito di questo nostro lavoro d’indagine ha poi trovato una cassa di risonanza nell’ampio approfondimento giornalistico dedicato alla vicenda dal Corriere della Sera, che ha ripreso ed evidenziato le criticità da noi riscontrate. I dati e le situazioni operative che abbiamo toccato con mano durante le nostre visite delineano un quadro territoriale fortemente disomogeneo e, sotto molti aspetti, allarmante. Presso la Casa della Comunità di via Luzzati a Torino, abbiamo constatato una struttura pienamente operativa nell’arco delle dodici e ventiquattr’ore e il progressivo trasferimento dei servizi di neuropsichiatria, ma anche una marcata e...

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